Mese: novembre 2017

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Diritto alla città e politica del comune: per una riconciliazione

di UGO ROSSI(in Euronomadi.info-novembre 2017) Il 2011 è stato un vero e proprio spartiacque per i movimenti sociali a livello mondiale. Il loro impatto è paragonabile a quello del “movimento di Seattle” del 1999-2001. È importante apprezzare il salto di qualità compiuto in quest’ultima fase. Non solo più contestazione dell’egemonia neoliberista in quanto tale ma

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Per Benedetto

di MARCO SPAGNUOLO(Sudcomune.it,Novembre 2017) La memoria è un ingranaggio collettivo, ma spesso negli ultimi anni la pratica del ricordare è divenuta ostaggio dell’imposizione del discorso neoliberale. Ci siamo ritrovati, infatti, a dover guardare, impotenti, la strumentalizzazione di Ernesto Che Guevara e Fidel Castro da parte dei camerati di CasaPound[1], o di numerosi discorsi mainstream sugli

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La Legnochimica a Rende in Calabria: dossier sull’inquinamento dell’area industriale

di Coordinamento territoriale #DECIDIAMO NOI (in Sudcomune.it,Novembre 2017) Per un cambio di  marcia e direzione L’inquinamento dell’area ex-Legnochimica di Rende (Cs), in Calabria, era stato sostanzialmente certificato nel 2010. L’indagine però non era stata completata per carenza di fondi. La perizia redatta dall’attuale rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, non era dunque riuscita a

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Toni Negri: «Il nuovo palazzo d’inverno sono le banche centrali »

ROBERTO CICCARELLI intervista TONI NEGRI(in Il Manifesto.it-Alias-Novembre 2017) Quando ci sediamo a un lungo tavolo del suo appartamento a Parigi Toni Negri, 84 anni, ha in mano appunti fitti, lo sguardo teso, l’aria esigente. L’influenza che lo ha assillato dal ritorno da un viaggio in Brasile dove ha presentato Assembly, da poco pubblicato in inglese per Oxford

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La vendetta di Madrid con il trucco della «legalità»

di MARCO BASCETTA (in il manifesto.it,Novembre 2017) Madrid sta giocando alla guerra civile. Si comporta incredibilmente come se avesse avuto luogo un’insurrezione armata. Barcellona, invece, mantiene la calma e non valica il limite della protesta pacifica e del discorso democratico. Ciò che accade in Spagna è assolutamente inaudito. La destra spagnola sta sfruttando la crisi

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Amnesia generale

di FULVIO VASSALLO PALEOLOGO(in Comune-info.net,Novembre,2017) Prima era stato il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, adesso arriva una dura presa di posizione da parte delle Nazioni Unite sulle conseguenze degli accordi che gli stati europei hanno concluso in forme diverse con le milizie libiche e con alcuni sindaci, loro evidente espressione. Tutti i

GRA123. BARCELONA, 29/05/2016.- Manifestación en contra de la suspensión de diversas leyes catalanas por parte del Tribunal Constitucional bajo el lema "Los derechos no se suspenden: trabajo digno, derechos sociales y democracia real ", celebrada hoy en Barcelona. EFE/Marta Pérez

L’Europa e i paradossi dell’indipendenza

di MARCO BASCETTA(il Manifesto.it,Settembre 2017) Diversi sono gli spinosi paradossi che la crisi catalana ha messo in moto. Il governo di Madrid sbandiera ora la scarsa affluenza alle urne «clandestine» del referendum per l’indipendenza come un dato politico, laddove si è prodigato nel renderlo un dato militare. Se la consultazione non si fosse svolta, come

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Tesi per l’elaborazione di un Manifesto per il Commonfare. Per cominciare la discussione

di GENERAL  INTELLECT(in Effimera.org,ottobre 2017) Nel capitalismo contemporaneo, le politiche del lavoro e le politiche sociali sono indissolubilmente legate. La separazione tra il tempo di lavoro e il tempo di vita scompare con la precarizzazione del lavoro. Il bio-capitalismo sfrutta il tempo della vita come una merce relazionale, produttrice di valore. La governance neoliberale assicura

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Povertà,status sociale e beni relazionali

MARCO BELPOLITI E ROBERTO GILODI ne discutono con MARCO REVELLI(in Doppiozero-com,Ottobre 2017) È stato presentato di recente il “Rapporto Coop 2017” (si legge all’indirizzo www.italiani.coop) sulla vita quotidiana degli italiani curato dall’Ufficio Studi COOP. Sono dati che fotografano la situazione dei consumi, ma anche quella economica delle famiglie italiane. Il 28,7% delle famiglie è a rischio

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L’alternanza scuola-lavoro e la lotta di classe rovesciata

di DANILO DEL BELLO (in Globalproject.info,novembre 2017) Le ultime mobilitazioni studentesche contro l’alternanza scuola-lavoro hanno avuto una grande risonanza mediatica, anche a livello internazionale, al di là dei numeri di studenti effettivamente mobilitati. Per quale motivo? È evidente che in questo caso entra in gioco la centralità della contraddizione tra formazione, lavoro e capitale, la

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Il sintomo Antropocene. Parte II – Come evadere dall’Antropocene?

di EMANUELE  LEONARDI E ALESSANDRO BARBERO (in Effomera.info,Ottobre 2017) Che si propenda per Antropocene, Capitalocene oppure per un’altra soluzione terminologica, ci pare comunque fuor di dubbio che lo stato di salute del pianeta non sia dei migliori e che l’esigenza di affrontare il degrado ecologico non possa essere ulteriormente rimandata. Scrive Agnès Sinaï al proposito:

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I signori dei disastri

di  NAOMI KLEIN  (in eddyburg.it ,agosto 2017) Anche le crisi, guerre e disastri fanno bene al PIL. Le collusioni tra la politica e gli interessi economici derivanti dalle emergenze esplorate dalla Klein nel suo ultimo libro “No non è abbastanza! Come resistere nell’era di Trump”. Internazionale, 31 agosto 2017 (i.b). «Dall’uragano Katrina alle crisi finanziarie, alcune

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Lenin: dalla teoria alla pratica

di TONI NEGRI (in Euronomade.info,Settembre 2017) Vorrei illustrare tre parole d’ordine di Lenin. La prima è: «Tutto il potere ai soviet». È una parola d’ordine esclamata nell’aprile del ’17, nel momento nel quale la rivoluzione deve scegliere fra una via precedentemente segnata da Lenin in termini di conquista del potere da parte dell’avanguardia organizzata e

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I nuovi dispositivi minnitiani di punizione ed emarginazione a Bari

di MARCO SPAGNUOLO (in Sudcomune.it, novembre 2017) Da anni ci si scaglia contro i larghissimi finanziamenti alle guerre, quasi tutte d’aggressione, a cui l’Italia partecipa, fornendo risorse umane e finanziarie. Negli ultimi tempi, nell’occhio della critica sono caduti i 15 miliardi spesi per gli aerei militari (i famosi F35), soldi che invece sarebbero potuti piovere