Call Center

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Call Gender

di DEBORAH ARDILLI (in Effimera.org) Nonostante la statistica stimi al 70% la componente femminile fra gli operatori dei call center su un totale di 350.000 unità distribuite sul territorio nazionale,[1] e nonostante non sia raro imbattersi in punte del 100%, una costante degli ultimi otto anni della “mia” vita è rappresentata dallo stupore attonito e

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Giù la maschera

di ENDA BROPHY Prefazione a “Il prezzo di un sorriso. Vita, linguaggi e sfruttamento nei call center” (di Francesco Maria Pezzulli – Quaderni di sudcomune, n.1/2017) Al crepuscolo del fordismo, nel 1970, il famoso sociologo americano Daniel Bell divise la storia umana e le sue forme predominanti di lavoro in tre fasi. In epoca preindustriale,

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Sull’inchiesta politica nei call center calabresi

di GRUPPO D’INCHIESTA SULLA PRECARIETA’ E IL COMUNE IN CALABRIA (in Quaderni di San Precario, n.4/2013) Questo scritto nasce dentro l’esperienza d’inchiesta sulla precarietà e il comune in Calabria, portata avanti da un gruppo di compagni incontratosi al termine del seminario di ricerca “New welfare per un sud comune”, tenutosi a Cosenza tra dicembre 2011

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Sullo sfruttamento e la produzione di soggettività nei call center

di GRUPPO INCHIESTA SULLA PRECARIETA’ E IL COMUNE IN CALABRIA (in Uninomade.org, maggio, 2012)   Questo scritto nasce dentro l’esperienza d’inchiesta sulla precarietà e il comune in Calabria, portata avanti da un gruppo di compagni incontratosi a valle del seminario di ricerca “New Welfare per un sud comune”, tenutosi tra dicembre 2011 e febbraio 2012.

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Sul controllo e l’organizzazione nei call center

di GRUPPO DI INCHIESTA SULLA PRECARIETA’ E IL COMUNE IN CALABRIA (in Uninomade.org, agosto 2012)   Questa funzione di sorveglianza, di direzione, e di mediazione diviene la funzione del capitale da quando il lavoro che gli è subordinato diviene cooperativo, e come funzione capitalista essa assume caratteri speciali. K. Marx, Il Capitale,I, XIII Ore 20.30, un ricercatore

In this Aug. 13, 2014 photo, an overall view of the Firstkontact Center, a call center in the northern border city of Tijuana, Mexico. Many Mexicans deported under U.S. President Barack Obama are finding employment in call centers in Tijuana and other border cities. In perfect English, some don’t even speak Spanish, they talk to American consumers who buy gadgets and gizmos, have questions about warrantees and complain about overdue deliveries. A large number of workers spent nearly all their lives in the U.S. and still have family there, a major selling point for Mexico over English-language industry leaders like India and the Philippines. (AP Photo/Alex Cossio)

Tra Mirafiori e Bangalore

di CARLO CUCCOMARINO e FRANCESCO MARIA PEZZULLI (in Il manifesto, dicembre 2012)   In Calabria ci sono oltre 10.000 addetti al call center, più della metà sono dipendenti, spesso part time al 50%, con un contratto di 20 ore settimanali, inquadrati al secondo o terzo livello del CCNL Telecomunicazioni. Il salario è di circa 650

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La parabola di una rivolta. Gli operatori dei call center Almaviva di Palermo

di CARLO CUCCOMARINO (in Commonware.org, novembre 2013) Le premesse di una conciliazione al ribasso I call center hanno rappresentato in anni recenti un bacino di reclutamento lavorativo di notevole rilevanza soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, dove l’approfondimento della crisi – con le sue devastanti conseguenze sociali – ha prodotto una fuga delle attività produttive che a

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Storia di una commessa e di un call center

di FRANCESCO MARIA PEZZULLI (in Effimera.org, novembre 2013) Una storia esemplare di come i call center siano veicolo di elevato guadagno per le grandi imprese di comunicazione. Una storia esemplare: grazie allo sfruttamento della condizione precaria  si creano sinergie e collusioni a vantaggio della rendita e dei profitti e a scapito delle vite. La paradigmatica

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Infocontact Calabria. Perchè gli operatori non si ribellano

di CARLO CUCCOMARINO e FRANCESCO MARIA PEZZULLI (in Effimera.org, settembre 2014) La vicenda di Infocontact è emblematica per analizzare e inchiestare i processi di soggettivazione dei lavoratori dei call center e le difficoltà, soprattutto in un contesto di incremento della ricattabilità in tempi di crisi, che emergono nel cercare d sviluppare processi di autorganizzazione e

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