Sud

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Sull’inchiesta politica nei call center calabresi

di GRUPPO D’INCHIESTA SULLA PRECARIETA’ E IL COMUNE IN CALABRIA (in Quaderni di San Precario, n.4/2013) Questo scritto nasce dentro l’esperienza d’inchiesta sulla precarietà e il comune in Calabria, portata avanti da un gruppo di compagni incontratosi al termine del seminario di ricerca “New welfare per un sud comune”, tenutosi a Cosenza tra dicembre 2011

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Le lotte calabresi sui rifiuti sono lotte per il comune

di CARLO CUCCOMARINO (in Commonware.org, maggio 2014) Riprendiamo alcune considerazioni in vista della manifestazione di sabato prossimo 10 maggio a Cosenza, indetta dalla Rete Difendiamo la Calabria, che rappresenta le istanze di tutti quei Comitati Territoriali che sono rinati e che tendono ad una “politica dei governati” e alla possibilità di “liberare la forza della cooperazione

In this Aug. 13, 2014 photo, an overall view of the Firstkontact Center, a call center in the northern border city of Tijuana, Mexico. Many Mexicans deported under U.S. President Barack Obama are finding employment in call centers in Tijuana and other border cities. In perfect English, some don’t even speak Spanish, they talk to American consumers who buy gadgets and gizmos, have questions about warrantees and complain about overdue deliveries. A large number of workers spent nearly all their lives in the U.S. and still have family there, a major selling point for Mexico over English-language industry leaders like India and the Philippines. (AP Photo/Alex Cossio)

Tra Mirafiori e Bangalore

di CARLO CUCCOMARINO e FRANCESCO MARIA PEZZULLI (in Il manifesto, dicembre 2012)   In Calabria ci sono oltre 10.000 addetti al call center, più della metà sono dipendenti, spesso part time al 50%, con un contratto di 20 ore settimanali, inquadrati al secondo o terzo livello del CCNL Telecomunicazioni. Il salario è di circa 650

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Adam Smith a Gioia Tauro

di FRANCESCO FESTA (in Euronomade.info, marzo 2015)   «…che il Sud possa ribellarsi e innalzare una bandiera dietro la quale si muovano altre forze è un’opzione che va dimostrata» (Toni Negri1). A cosa ci riferiamo quando parliamo di subalternità? E quale campo semantico o geografico interroghiamo nel nominare la nozione “Sud”? In entrambi i casi segnaliamo

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Sulla gestione dell’arretratezza

di STEFANO LUCARELLI (in sudcomune, n.0/2015) Alcune ipotesi per un’inchiesta permanente sul (sotto)sviluppo meridionale (I)di DI   0. Cosa significa sottosviluppo del Mezzogiorno italiano? E cosa significa sviluppo del Mezzogiorno italiano? Che tipo di evoluzione sociale ha interessato e sta interessando le classi subalterne nel nostro Sud? La composizione delle classi sociali nel meridione d’Italia dipende

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Corruzione del comune e lavoro cognitivo nel Mezzogiorno

di FRANCESCO MARIA PEZZULLI (in sudcomune, n.0/2015) Il comune è «tutto ciò che si ricava dalla produzione sociale, che è necessario per l’interazione sociale e per la prosecuzione della produzione, come le conoscenze, i linguaggi, i codici, l’informazione, gli affetti e cosi via» (1). E’ innegabile che oggi, senza tali dimensioni, la produzione non potrebbe

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La dimensione comune delle lotte ambientali in Calabria

di CARLO CUCCOMARINO (in sudcomune n.0/2015)  L’intervento che segue è un resoconto di un lavoro d’inchiesta sulle lotte ambientali in Calabria del 2014, che si è articolato attraverso incontri con molti dei  protagonisti, alcuni dei quali ispiratori e rappresentati dei Comitati Territoriali. La tematica è stata già affrontata in alcune trasmissioni di Common Radio, che

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Stato-Piano e sviluppo fordista in un’economia dualista

di CARLO VERCELLONE (in sudcomune, n.0/2015) l’utopia statalista del nuovo meridionalismo (I) Alla fine della seconda guerra mondiale, il «blocco gramsciano» degli operai e dei contadini aprirà un nuovo e ultimo ciclo di lotte segnato dalla congiunzione di due dinamiche principali: al Nord, la partecipazione di massa della classe operaia alla «resistenza» si somma alla

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